Contenzioso tributario
Aggiornamenti quotidiani su contenzioso e processo tributario
Il “Contenzioso tributario” è attualmente disciplinato dai decreti legislativi n. 545 e n. 546 del 31 dicembre 1992 con i quali sono state introdotte regole più snelle nella gestione del processo tributario. L'obiettivo è stato quello di modellarlo sempre più sul processo civile, anche per dare concreta attuazione al principio costituzionale del giusto processo.
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La rinnovazione della notifica del ricorso in appello
- a cura Angelo Buscema -
Una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Roma ha escluso la rinnovazione della notifica dell'atto d'appello dell’ente impositore poiché sussisteva nella fattispecie concreta la costituzione in giudizio del convenuto ..[...]
Soggetti multiattività: la compilazione degli studi di settore
- a cura Antonio Gigliotti -
da quest'anno il contribuente che esercita più attività non è più tenuto alla presentazione del modello “annotazione separata” ai fini della compilazione degli studi di settore: il soggetto multiattività si trova ora a dover compilare un apposito quadro degli studi di settore definito “Imprese multiattività”. Vediamo come avviene tale compilazione...[...]
Sentenze motivate per relationem: il pensiero della cassazione
- a cura Gianfranco Antico -
una recente sentenza dell Cassazione porta a riflettere sul problema della validità delle sentenze motivate per relationem, ovvero con rinvio ad un'altra decisione del medesimo organo giudicante ...[...]
Potere di impugnazione di un atto impositivo: si consuma con lo spirare del termine concesso o prima dello spirare di tale termine? 
- a cura Carmela Lucariello -
una recente Sentenza ha risposto a questo interrogativo sostenendo che il potere di impugnazione di un atto impositivo si consuma solo con lo spirare del termine concesso e non prima; perciò, sempre nell'ambito del termine predetto, il potere de quo può essere esercitato in più riprese...[...]
Proponibilità dell’appello incidentale nel processo tributario 
- a cura Maria Leo -
...con particolare riferimento al caso in cui il Giudice di prime cure, nella sentenza che accoglie integralmente il ricorso, ometta di pronunciarsi su parte dei motivi dedotti dal contribuente...[...]
L’errore revocatorio deve concretarsi nella falsa percezione di un fatto incontrovertibile 
- a cura Angelo Buscema -
la revocazione è un mezzo d’impugnazione a carattere eccezionale ossia a critica vincolata ed a carattere sostitutivo; essa è, infatti, un mezzo limitato d’impugnazione...[...]
Pubblicità e rifiuti: la giurisdizione alle Commissioni tributarie 
- a cura Enzo Di Giacomo -
l’intimazione di pagamento per la tassa smaltimento rifiuti solidi urbani (TOSAP) e l’ingiunzione di pagamento per l’imposta sulla pubblicità rientrano nella competenza del giudice tributario..[...]
Il creditore dell’ente pubblico può pignorare le somme di denaro riscosse dall’agente della riscossione 
- a cura Angelo Buscema -
è applicabile anche all’Amministrazione dello Stato il canone generale dell’esecuzione per obbligazioni pecuniarie, secondo cui il creditore, per conseguire quanto gli è dovuto, può far espropriare i beni del debitore secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile..[...]
Decreto ingiuntivo e registrazione a tassa fissa: un felice connubio? 
- a cura Angelo Buscema -
...il decreto ingiuntivo, dato il carattere unitario del provvedimento monitorio per tutta la sua somma ingiunta va registrato a tassa fissa senza che sia possibile suddividere il debito per sottoporlo a separate forme di tassazione. In particolare, l’iter logico giuridico adottato da tale pronuncia ha evidenziato che non è possibile suddividere il debito per sottoporlo a separate forme di tassazione , in ipotesi sottoponendo a tassa fissa solo la sorte capitale e ad imposta proporzionale del 3% gli interessi di mora dovuti sul debito principale..[...]
Proroga dei termini processuali decide la Corte Costituzionale 
- a cura Enzo Di Giacomo -
la proroga dei termini per proporre appello da parte dell’ufficio finanziario, facente capo ad un soggetto che è parte del processo, deve assicurare il contraddittorio tra le parti nel rispetto del principio costituzionale di parità della parti nel giudizio..[...]
Formulazione del quesito di diritto nel ricorso in cassazione 
- a cura Angelo Buscema -
Il nuovo art. 366-bis del codice di procedura civile prevede che, nei casi previsti dall'art. 360, comma 1, nn. 1), 2), 3) e 4), l'illustrazione di ciascun motivo si deve concludere, a pena di inammissibilità, con “la formulazione di un quesito di diritto”. Il ricorso privo della formulazione di quesiti è inammissibile per violazione dell’art. 366 bis cod. proc. civ. e l’inammissibilità è rilevabile d’ufficio... [...]
La facoltà di non rispondere in sede di verifica 
- a cura Carmela Lucariello -
Ultimi orientamenti sulla correzione delle sentenze delle commissioni tributarie nel processo tributario è ammesso il procedimento diretto solo ad eliminare un errore commesso nell'esposizione di quanto deciso, senza investire il processo formativo del convincimento del giudice ... [...]
La facoltà di non rispondere in sede di verifica 
- a cura Gianfranco Antico -
In un momento in cui tutti auspichiamo un contraddittorio vero fra Fisco e Contribuente per poter determinare – non in contrapposizione ma consensualmente1 – la giusta imposta, in particolare per tutti quegli strumenti presuntivi che si prestano facilmente a letture diverse, analizziamo l’ipotesi – non infrequente - del contribuente che in sede di controllo si avvale della facoltà di non rispondere... [...]
Le domande nuove sono inammissibili nel giudizio di appello free!
- a cura Enzo Di Giacomo -
Anche in campo tributario sussiste il divieto per le parti di presentare nuove domande nel processo di appello dinanzi alla Commissione tributaria regionale. Il principio del divieto delle nuove domande, mutuato dal processo civile che disciplina l’istituto all’art. 345 c.p.c., era stato recepito anche dal d.P.R. n. 636 del 1972 (Cfr. Cass. , sez. trib., 26 marzo 2002, n. 4335). Le parti processuali, pertanto, non possono fare nuove proposte in sede di appello, essendo applicabile anche in campo tributario il divieto dello ius novorum sancito dall’art. 345 del codice di procedura civile, che prevede l’impossibilità nel giudizio di appello di proporre domande nuove e, l’inammissibilità nel caso fossero proposte ... [...]
Atti giudiziari: sulla competenza alla azione di recupero delle imposte prenotate a debito per le sentenze di condanna free!
- a cura Claudio Cutrano -
la legge prevede alcune ipotesi in forza delle quali debba procedersi alla “registrazione a debito” dell’imposta principale, fra le quali le “sentenze che condannano al risarcimento del danno prodotto da fatti costituenti reato”... [...]
Il conto in rosso non salva il contribuente dall’accertamento bancario free!
accertamento bancario: è irrilevante che il saldo del rapporto sia negativo...
- a cura dott. Angelo Buscema -
La sentenza n. 23690 del 15 novembre 2007 della Corte di Cassazione sez. tributaria ha statuito il seguente importante principio in tema di accertamento bancario: "È irrilevante, ai fini dell'accertamento sintetico (rectius: bancario) e dell'utilizzazione dei dati ed elementi emersi dalle movimentazioni dei rapporti bancari intrattenuti dal contribuente, la dimostrazione che il soggetto verificato eserciti attività d'impresa ovvero che il saldo del rapporto sia negativo. Il contesto nel quale si manifesta l'efficacia probatoria presuntiva delle risultanze dell'accertamento è quello dei movimenti riconducibili ad operazioni fiscalmente rilevanti per i quali al contribuente è data facoltà di dimostrare la relativa estraneità. In buona sostanza, non ha rilievo che il conto corrente bancario oggetto di indagini risulti avere un saldo negativo: oggetto dell'accertamento sono i movimenti e le scritture relative al conto, considerato in un determinato periodo d'imposta. In particolare, l’iter logico giuridico adottato da tale decisum ha denotato i seguenti capisaldi... [...]
Profili procedimentali e processuali della riscossione dei tributi esteri free!
- a cura Carmela Lucariello -
è noto che in sede internazionale l’Italia assume impegni con altri Stati di reciproca assistenza anche in materia di riscossione. A tal riguardo, l’imposizione fiscale da riscuotere in Italia ha origine all’estero. Pertanto, è incontrovertibile l’assunto secondo cui dell’esistenza e dell’ammontare del tributo risponde sempre lo Stato estero
E’ noto che in sede internazionale l’Italia assume impegni con altri Stati di reciproca assistenza anche in materia di riscossione (1). Va precisato, a tal riguardo, che l’imposizione fiscale da riscuotere in Italia ha origine, nei suoi presupposti di fatto e di diritto, all’estero. Pertanto, è incontrovertibile l’assunto secondo cui dell’esistenza e dell’ammontare del tributo risponde sempre lo Stato estero... [...]
Omesso pagamento del canone RAI: decide il giudice tributario 
- a cura Dott. Angelo Buscema -
la giurisdizione sul contenzioso in ordine alla debenza del canone Rai appartiene alla giurisdizione del giudice tributario, al quale compete anche dirimere le questioni relative all’esatta individuazione del soggetto nei cui confronti deve essere promossa l’azione giudiziaria
Essendo un'entrata tributaria, la giurisdizione sulla debenza del canone di abbonamento radiotelevisivo (1) - dovuto indipendentemente dalla effettiva fruizione del servizio - spetta al giudice tributario ai sensi dell'art. 2, D.Lgs. n. 546/1992, come modificato dall'art. 12, comma 2, legge n. 448/2001. La giurisdizione sul contenzioso in ordine alla debenza del canone raiappartiene alla giurisdizione del giudice tributario, al quale compete anche dirimere le questioni relative all’esatta individuazione del soggetto nei cui confronti deve essere promossa l’azione giudiziaria (rai, o ufficio della Agenzia delle Entrate, già ufficio del registro radio e televisione Torino) e alla regolarità della notifica... [...]
PIGNORAMENTO SPECIALE DEI CREDITI PRESSO TERZI free!
ex articolo 72 bis del dpr n. 602/73 da parte dell’Agente della riscossione
- a cura Dott. Angelo Buscema -
AMPLIAMENTO E POTENZIAMENTO DEL PIGNORAMENTO PRESSO TERZI
L’articolo 2, comma 6, del d.l. n. 262/2006 ha modificato l’art. 72-bis del d.p.r. n. 602/1973 (relativo all’espropriazione del quinto dello stipendio), infatti, si dispone che tranne che per i crediti pensionistici (e rimanendo ciò che é previsto dall'art. 545 del C.P.C.), l'atto di pignoramento dei crediti del debitore verso terzi può contenere, in luogo della citazione di cui all'art. 543, co. 2, numero 4), del C.P.C. l'ordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede... [...]
L’ACCERTAMENTO ICI DEVE AVERE DATA CERTA free!
La data della notifica non può essere dedotta da altri documenti estrinseci
- a cura Enzo Di Giacomo -
L’avviso di accertamento ai fini dell’ICI deve avere necessariamente data certa, atteso che la data della notifica non può essere dedotta da documenti estrinseci allo stesso avviso quali, ad esempio, i tabulati custoditi presso l’ente locale. [...]
IL GIUDICE DI LEGITTIMITÀ INTERVIENE IN TEMA DI NOMINA
DEL DIFENSORE NEL PROCESSO TRIBUTARIO free!
- a cura dott. Angelo Buscema -
Il giudice di legittimità con la sentenza n. 16709 del 27 luglio 2007 ha ribadito il carattere ordinariamente disgiuntivo del mandato stabilito dall'art. 1716, comma 2 del codice civile, mentre con la sentenza n. 16709 del 27 luglio 2007 ha affermato che la procura alle liti, rilasciata con la frase “per il presente giudizio", è estensibile all'eventuale giudizio d'appello. [...]
IL PREAVVISO DI FERMO: 
è atto impugnabile innanzi alla commissione tributaria anche se si riferisce a pretese non tributarie?
- a cura dott. Angelo Buscema -
Per effetto della legge di conversione n. 248 del 4 agosto 2006 del decreto n. 233/2006 il contribuente può difendersi (1) dal 12 agosto 2006 (le modifiche apportate in sede di conversione sono entrate in vigore il 12 agosto 2006, giorno successivo a quello della pubblicazione della legge di conversione nella Gazzetta ufficiale n. 186 dell’11 agosto 2006) avverso l’ipoteca del concessionario e il fermo dei beni mobili registrati innanzi al giudice tributario. [...]
Le novità in materia di contenzioso fiscale 
Giurisdizione, poteri del giudice ed atti impugnabili: abbiamo davvero risolto il problema del fermo amministrativo?
- a cura di Massimo Conigliaro -
dottore commercialista in Siracusa, pubblicista docente Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze
Testo della relazione tenuta a Torino il 17 maggio 2007 nel corso della Tavola Rotonda dal titolo Contenzioso fiscale e processo penale tributario organizzata dal Centro di Diritto Penale Tributario. [...]
Accertamento integrativo e esercizio ex novo del potere impositivo: 
profili comparativi e distintivi alla luce dell’insegnamento del giudice di legittimità
- a cura dott. Angelo Buscema -
L'Amministrazione finanziaria è legittimata ad emanare avvisi di accertamento ad integrazione o modificazione di atti impositivi precedentemente emanati giusta la sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi o fatti che debbono essere all'uopo espressamente indicati. Occorre distinguere tra mera integrazione di un atto precedentemente emanato e esercizio (rectius: riesercizio) dell’ ordinario e doveroso potere di accertamento in relazione a redditi diversi da quelli precedentemente accertati in ottemperanza ad una pronuncia giurisdizionale di annullamento [...]
La riassunzione del giudizio 
nuovi chiarimenti circa l'opportunità o meno di procedere alla riassunzione di processi innanzi alle Commissioni tributarie regionali riguardanti il contenzioso sulla determinazione della rendita catastale delle centrali elettriche
- a cura Gianfranco Antico -
Con circolare n. 8/T del 20 giugno 2007, l’Agenzia del Territorio ha fornito dei chiarimenti in ordine all'opportunità o meno di procedere alla riassunzione di processi innanzi alle Commissioni tributarie regionali, a seguito di sentenze della Corte di Cassazione, riguardanti, principalmente, il contenzioso sulla determinazione della rendita catastale delle centrali elettriche.
L’intervento si è reso necessario per i dubbi avanzati sull'applicabilità, al processo tributario, dell'art. 310, comma 2, del codice di procedura civile, che stabilisce espressamente il principio secondo cui "l'estinzione rende inefficaci gli atti compiuti, ma non le sentenze di merito [c.p.c. 277] pronunciate nel corso del processo e quelle che regolano la competenza [c.p.c. 49; disp. att. c.p.c. 129]". [...]
L'intervento del giudice di legittimità sulla determinazione del reddito del socio 
- a cura del Dott. Angelo Buscema -
E’ illegittima quella prassi operativa del giudice tributario (C.T. Provinciale di Frosinone sentenza n. 250 dep. il 21/07/1999), chiamato a decidere il ricorso proposto avverso l'accertamento emesso nei confronti del socio di società di persone a rettifica del reddito di partecipazione, che si limita a determinare il reddito del socio stesso in proporzione al reddito societario in corso di definizione (cosiddetta determinazione consequenziale).
Tale assunto è stato statuito dalla recente sentenza n. 12997 del 4 giugno 2007 della Corte di Cassazione sez. v. In particolare, l’iter logico giuridico adottato da tale pronuncia denota i seguenti capisaldi: È evidente che tale tipo di sentenza, definitiva giacché chiude il processo promosso dal socio, non dispone l’accoglimento totale o parziale del ricorso del socio.[...]
Inammissibile l'appello non depositato in n 1° grado 
- a cura di Gianfranco Antico -
Con sentenza n. 27 del 25 gennaio 2007 (dep. il 7 febbraio 2007) la Comm. trib. reg. di Roma, Sez. I, ha affermato che con il D.L. n. 203/2005, convertito in L. n. 248/2005, in vigore dal 3 dicembre 2005, nella complessa procedura di proposizione dell'appello è stato inserito il deposito presso la Commissione tributaria provinciale dell'atto di appello, nel caso in cui quest'ultimo non sia stato notificato a mezzo di ufficiale giudiziario. E l'omissione di questo adempimento determina l'inammissibilità dell'impugnazione, che può essere rilevata in ogni stato e grado del giudizio anche in presenza della costituzione in giudizio della controparte.
Fatto: con istanza di rimborso presentata all'Agenzia delle Entrate - Ufficio di Viterbo - in data 28 novembre 2001, il comune di Blera reclamava il rimborso del credito Iva di lire 106.221.000, come risultante dalla dichiarazione annuale del 1991, non riportato a nuovo nella successiva dichiarazione del 1992.[...]
Rapporti tra gli accertamenti societari e gli atti nei confronti dei soci 
- a cura di Gianfranco Antico -
Occupiamoci, in questo nostro intervento, dei rapporti fra accertamenti svolti nei confronti della società di persone e dei consequenziali atti di accertamento nei confronti dei soci1.
Con diversi recenti interventi 2, la Corte di Cassazione si è ancora occupata della questione:la massima della sentenza n. 14498 dell’11 ottobre 2002 della Corte di Cassazione evidenzia che ….“
l’accertamento compiuto nei confronti della società di persone è destinato a riverberare i suoi effetti sui soci, i quali, tuttavia, ove non abbiano preso parte (come nella specie) al giudizio relativo alla determinazione del reddito sociale, promosso dalla sola società, possono impugnare – sono tenuti a farlo, qualora intendano contestarlo – l’accertamento del loro reddito personale, facendo valere i propri diritti a prescindere dalle sorti dell’accertamento indirizzato alla società, e ancorché esso sia divenuto
definitivo, esercitando il diritto di difesa a ciascuno di essi garantito dall’art.24 della Costituzione. L’atto di accertamento individuale emesso nei confronti del socio è, infatti, atto distinto, per cui su di esso non spiega effetti l’impugnazione dell’accertamento nei confronti della società, ove non sia effettuata anche dal socio”. [...]
Cartella di pagamento: i requisiti minimi della motivazione. Ultimi orientamenti 
- a cura dott. Angelo Buscema -
Alle cartelle di pagamento si applicano i principi di ordine generale indicati per ogni provvedimento amministrativo dall'art. 3 della L. 7 agosto 1990, n. 241 (poi recepiti, per la materia tributaria, dall'art. 7 della L. 27 luglio 2000, n. 212). Pertanto, anche nella cartella di pagamento l'ente impositore ha l'obbligo di chiarire, sia pure succintamente (1), le ragioni intese come indicazione sia della mera causale che della motivazione vera e propria, dell'iscrizione nel ruolo dell'importo dovuto, in modo tale da consentire al contribuente un non eccessivamente difficoltoso esercizio del diritto di difesa. Né è consentito all'Amministrazione esimersi da questo obbligo affermando che non è necessario riportare nella cartella criteri che siano noti per essere stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. La cartella di pagamento priva dell'indicazione dei criteri giustificativi della pretesa tributaria con la stessa esercitata non soddisfa i requisiti minimi per un corretto esercizio, da parte del contribuente, del suo irriducibile diritto di difesa. Non soccorre la circostanza che i criteri suddetti siano noti per essere stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. [...]
Prova per presunzione: la palla al contribuente 
- a cura di Gianfranco Antico -
la Corte di Cassazione ha affermato che, in sede di accertamenti in rettifica ai fini Irpef, gli uffici competenti sono autorizzati, ad avvalersi della "prova per presunzione".
Con sentenza n. 10345 del 19 marzo 2007 (dep. il 7 maggio 2007), la Corte di Cassazione ha affermato, ancora una volta (1), che in sede di accertamenti in rettifica ai fini Irpef, gli uffici competenti sono autorizzati, ai sensi degli artt. 37 e seguenti del D.P.R. 600/1973, ad avvalersi della "prova per presunzione", la quale presuppone la possibilità logica di inferire, in modo non assiomatico, da un fatto noto e non controverso, il fatto da accertare, con conseguente onere della prova contraria a carico del contribuente, il quale, ove intenda contestare l'efficacia presuntiva dei fatti addotti dall'ufficio a sostegno della propria pretesa, oppure sostenere l'esistenza di circostanze modificative o estintive dei medesimi, deve a sua volta dimostrare gli elementi sui quali le sue eccezioni si fondano (nel caso di specie la Corte ha ritenuto che legittimamente l'ufficio avesse considerato reddito gli assegni corrisposti da un'azienda ad un notaio, ancorché non avesse rogato atti per l'azienda stessa, e che incombesse sul notaio la prova della diversa natura dei versamenti stessi). [...]
Per maggiori informazioni contattaci e riceverai al più presto una nostra risposta.
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